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paolo disegna le sue foto sul taccuino

Pubblicato in varie.


you can’t always get what you want

“You can’t always get what you want, no!
You can’t always get what you want (tell ya baby)
You can’t always get what you want (no)
But if you try sometimes you just might find
You get what you need
Oh yes! Woo!

You get what you need–yeah, oh baby!
Oh yeah!”

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Pubblicato in varie.


dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso

«Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… [...]»

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soddisfazioni di una giornata no: un trattore, la luce, un clock clock 1/12s

sss

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liberazione#2

liberiamoci ora!
dal nulla e dalla stupidità
liberiamoci adesso!!
prima che sia troppo tardi

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apt-get update && apt-get install felicità

processing triggers for man-db …
setting up felicità
error processing man-db (–unpack):
subprocess installed post-installation script returned error exit status 1

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auguri faber!

sss

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1/125 “cloc-cloc”

Tiziano: “Quando andai in Vietnam, mi attrezzai con le macchine che a quel tempo erano di moda, una Nikon e una Nikkormat con lo zoom. Pesanti erano, ma io avevo una borsa in cui le mettevo e che mi portavo sempre dietro. E’ importante capire che io non mi sono mai sentito fotografo. Anzi, a parte alcuni grandi che ho rispettato, come Philip Jones Griffiths, Abbas e pochi altri, in Vietnam in particolare imparai a disprezzare i fotografi. Erano dei rompicoglioni.

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Pubblicato in parole, storie.


fazal sheikh

Non a tutti è stata donata la grazia: a lui si.

www.fazalsheikh.org

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suo figlio è una nave pirata

guarda il muro e si guarda le mani
guarda il muro e si guarda le mani

cambia tutto quando ti accorgi per la prima volta che tuo padre è diventato vecchio.

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ripiamose (la pellicola!) e il piacere di sbagliare

sss

Un posto strano, fuji neopan 400 tirato a 1600, summicron 35, sviluppo a cazzo con il rodinal nel lavandino del bagno, scansione a cazzo.. ma che fascino..!

Asim Rafiqui – http://www.asimrafiqui.com/blog/ e qui l’articolo intero: http://arafiqui.wordpress.com/2009/09/20/why-i-shoot-film-or-why-should-you-give-a-damn/

“I prefer to shoot film because it is a more human process, complete with all the frailties, mistakes, fears, worries, concerns, and doubts that define me as a human being. Yes, of course, digital has all the utilitarian advantages (cheaper, faster, quick turn around sharper etc.), but film retains all the creative advantages.

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sonetto 87: e per tal ricchezza il mio merito dov’è?

Addio! Sei troppo caro per tenerti ancora
e fin troppo tu conosci la tua stima:
il titolo del tuo valore ti assegna ogni diritto,
i vincoli che a te mi legano sono ormai scaduti.

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didier lefevre: una goccia di splendore

sss

il 27 gennaio 2006 mi consegnano il primo ed il secondo volume de “il fotografo”,
editrice lizard: http://lizard.rcslibri.corriere.it/lizard/autore/lefevre_didier.html

si tratta di un peculiare esperimento editoriale:
una storia a fumetti di un fotografo in afghanistan raccontata anche attraverso le sue immagini:
le provinature a contatto con le selezioni degli scatti sono abilmente alternate alla storia disegnata da Emmanuel Guibert.

“Fine luglio 1986. Didier Lefèvre lascia Parigi per la sua prima importante missione fotografica: seguire un’équipe di Medici Senza Frontiere nel cuore dell’Afghanistan, in piena guerra tra sovietici e Moudjahidin. Questa missione segnerà la sua vita come questa guerra segnerà la storia contemporanea.”

splendido!

purtroppo il volume terzo, all’epoca, non era stato ancora tradotto in italiano:
penso di comprarlo in francese
ma leggo che verrà pubblicato presto in italia

decido di aspettare e conservare la curiosità di sapere se Didier attraverserà davvero da solo le montagne per ritornare in pakistan e quindi a casa.


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il cadavere pesava 30 chili

e aveva vinto:
aveva vinto il freddo, la fame,
forse anche la paura e aveva vissuto come voleva.
Felice. Avvolto dalla vita.
Pieno.

“Da due anni cammina per il mondo. Niente telefono, niente
biliardo, niente animali, niente sigarette.

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zitti tutti: quadrophenia!

“Sally, take my hand”
zitti tutti!

The Who, Baba o’riley, Who’s next
anche il film Quadrophenia, 1979

e zitti tutti!

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il genio di baltimora

“Tengo na minchia tanta, tengo na minchia accussi’

Devi usare un pollo, devi usare un pollo
Se me la vuoi tastar

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no te salves ahora ni nunca, no te salves

Non restare immobile
sul bordo della strada
non congelare il giubilo
non amare con noia
non ti salvare adesso
ne mai
non ti salvare

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joão silva, il fotografo di guerra

“He is the only one with who you can walk in a street, where everything can happen, and to make you laughing. Big and pure soul.”
Franco Pagetti

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3 dicembre 1979: neanche un dubbio mi sfiorava!

sss

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non è più il mio paese

un paese fermo
isolato in se stesso
povero, incastrato e preso alla gola
tutti zitti e contenti
puttane e puttanieri senza dignità

non è più il mio paese
non è più la mia gente.

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a 37 anni ho imparato

che quello che può fare un uomo
posso farlo anch’io.

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in questo momento cosi distopico, apocalittico e assurdo

io carico la mia kodak instamatic 177x con un rullo colori scaduto
e tiro avanti.
E mi sento così tanto utopico..

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parole che avevo perso e ho ritrovato in un libretto celeste

“Forse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi.”

Sandro Penna

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tom joad and me

Uomini a piedi lungo i binari
diretti non si sa dove, non c’e’ ritorno;
elicotteri della stradale che spuntano dalla collina

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